...sbam!
In piena faccia.
Morto Ivan della Mea.
Mi è arrivata la notizia domenica all'alba da Ezio Cuppone, che mi aveva portato a condividere il primo palco con Ivan, un sacco di anni prima. Poi c'eravamo visti, rivisti, ricantati ancora assieme, sopratutto all'Istituto. Sopratutto, ma non solo.
L'estate scorsa, dopo la festa estiva di Merizzo della quale
qui trovate una traccia video (e che bello che esista!) eravamo tornati assieme fino a Milano in Treno.
Mi aveva raccontato di tutto, sopratutto del tempo in cui viveva per strada. Mi aveva portato per mano, per voce, per memoria a Milano.
E io giù a provare il più straziante dei sentimenti: la nostalgia del
non vissuto.
Lui se n'era poi sceso alla stazione Lambrate, io - arrivato in Centrale - avevo deciso di non prendere quella volta il metrò, ma di prendere un lentissimo tram per guardarmela tutta questa Milano del Mea.
adess Guan l'è mort
e nu sem semper chi
e quell che lu scriveva
e quell che lu diseva
l'è minga mort, l'è viv
Il Mea era così, le cose che ti diceva erano così vere che tu poi avevi voglia di andartele a guardare, di capirle, dopo che te le aveva raccontate lui.
"L'idea più è bella più è vera".
Caro Mea, io sono su quel vecchio tram.
'Dess mi tocca quanto meno vedere tutto quello che mi hai raccontato e provare a mia volta a raccontarlo a qualcun altro.
Poi chissà, a qualche fermata magari, ci si rivedrà.