martedì, 31 gennaio 2006

Sua Maxità!

Aggiornamento dell'ultim'ora!

Il Sommo il Sublime il Sensazionale Max Manfredi, mosso a pietà dalla nostra sprovvedutezza, ci fa l'onore di essere il primo ospite della rassegna Baci e Spari!

Con lui (e con noi) il maestro Marco Spiccio al pianoforte.

Che dire?... iniziamo bene!

postato da: AmoreAnArchiA alle ore 14:58 | link | commenti (5)
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lunedì, 30 gennaio 2006

Incastrati!

Un mese fa c'è venuta l'idea geniale!
Visto cha a Torino ha avuto successo facciamo anche a Milano (e dove se non al Matatu?) Sotto il vulcano.
Per chi non lo sapesse Sotto il vulcano è la rassegna di cantautori torinese che si svolge al Soundtown, fortemente voluta da Federico Sirianni e gestita da un gruppo fisso: Isa, Carlo Pestelli, Mario Congiu, Giuliano Contardo. Io faccio fisso da spalla (una spalla su cui ridere, ci vuole sempre!).
Ci sono state due serate di enorme successo...
Io, coi milanesi che fanno Acrobatici Anfibi (la rassegna che il sito Bielle oraganizza all'arci Matatu da 4 anni), un occhio ci ride e l'altro ci piange (lo diceva mia nonna)... insomma ci fa piacere ma siamo anche un po' invidiosetti.

Nel senso che, le serate al Matatu sono state alcune volte un altrettanto enorme successo che quelle torinesi, altre volte sono andate bene, ma qualche volta nun c'era ceggi (traduco dal salentino: "il pubblico non affluiva copioso"). Insomma in quattr'anni di rassegna le soddisfazioni per andare avanti sono arrivate, ma la tranquillità di un pubblico fidelizzato che accorra con l'idea di vedere un bel concerto qualunque sia il nome in cartellone, quello no.

S'è dunque pensato di supportare Acrobatici Anfibi con un appuntamento fisso di quattro artisti di stanza a Milano (Fabrizio Consoli, Tessadri, Suso e me) con ospiti, con l'intenzione di creare una continuità, uno spettacolo in cui rinnovarsi e ritrovarsi col pubblico, uno cosa fra la prova aperta e la festa... non è certo una novità qui a Milano, lo stesso percorso lo ha fatto molto bene il Caravan Serraglio (di cui peraltro Tessadri è uno dei protagonisti), ma insomma ognuno a suo modo.

Ci siamo cominciati a rompere la testa col nome. Il primo, in continuità con Acrobatici anfibi è stato Lo stagno di Oz.

Roccuzzo m'ha fucilato di risate: "Bravi, bravi. Già la canzone d'autore passa per essere spallante... e voi chiamate un rassegna stagno??? Complimenti! Guardate i vostri alter ego Torinesi a che immagine si sono richiamati: il vulcano... e voi? Lo stagno!"
Non gli si poteva dare tutti i torti!
Ho tentato di protestare debolmente: "Ma gli stagni sono pieni di vita..."
"Si, si... anche i cadaveri! Perchè non chiamate la rassegna Carogne musicali!"
Cedemmo.
Il nuovo nome ce lo siamo rubato di pacca da Hugo Pratt.

BACI E SPARI.

Abbiamo fatto riunioni mangerecce e beverecce, e più s'andava avanti, più cresceva il livello alcoolico, più i progetti diventavano faraonici!
Si pensava di debuttare a Marzo più o meno, anche perchè la rassegna Torinese s'era presa un po' di respiro saltando una data e dunque non c'era fretta (una delle regole che ci siamo furbescamente dati è quella del mercoledì, visto che la rassegna torinese si tiene al giovedì e così possiamo reciprocamente scambiarci gli ospiti).

Però anche noi, come la sinistra all'approssimarsi delle elezioni, siamo stati fottuti da una fuga di notizie!
Repubblica ha fatto un trafiletto dicendo che debuttiamo... MERCOLEDI! QUESTO! L'1!

Non ci si spiega come sia successo, ma è successo e forse è meglio così! Si andrà allo sbaraglio. Come sempre.

A.
postato da: AmoreAnArchiA alle ore 22:54 | link | commenti (10)
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domenica, 22 gennaio 2006

Tobia e Aldo

Il concerto di Torino (ieri l'altro) è stata un'esperienza meravigliosa e trafelata!
All'arrivo tragedie! La corrente era andata via e nulla faceva sperare che ritornasse a tempo. A poco valeva scherzare e dirci che lo stato boicottava il mio concerto... il nervosismo palpabilmente lievitava come una pasta dell'anima.
Giorgio Olmoti teneva alto il morale delle truppe con degli irripetibili racconti su non so che pubblicazione publicitaria di pompe funebri a cui lui - vero collezionista di collaborazioni improbabili - ha partecipato!
Insomma tutto volgeva al peggio. Come da manuale della sfiga del cantautore. Il furgone coi musicisti, giunto da Bologna stazionava davanti al portone della sala da concerto, che elettrico anch'esso, era più serrato del levatoio di un castello sotto assedio.

Poi la luce si riebbe. Il ponte s'abbassò... o meglio il portone si schiuse.
Col pubblico già in sala abbiamo scaricato, trasportato, aperto, estratto, montato, accordato, provato nello spazio e nel tempo che c'era, con l'imbarazzo terribile di doverlo fare davanti a una platea già seduta e che nemmeno chiaccherava... ci guardavano... come se fosse già lo spettacolo!

Dietro di noi lo striscione "CIAO ALDO" e un ritratto di lui e della sua aria divertita a vederci così affannati che quasi non c'era tempo di commuoversi.
Poi dal fondo una faccia conosciuta: Tobia nel suo primo giorno di libertà libera (non più domiciliari!).
Tobia che dice che fra le prime lettere che ha ricevuto in carcere c'era la mia... scarabbocchiata di fretta dietro una fotocopia del famoso ritratto di Brel, Brassens e Ferré assieme, e che subito era stata affissa ai muri della cella. Tobia che racconta di se e di Aldo: durante un'occupazione trafficavano con una centralina dell'ENEL per un collegamento abusivo, alla vista dei vigili Tobia rivolto ad Aldo "Su, scappiamo", e Aldo "E perchè?". "Perchè stiamo rubando l'elettricità". "Macchè, stiamo lavorando".

Era già troppo tardi per commuoversi. Abbiamo cominciato a lavorare anche noi. Aldo dalla foto ghignava riposandosi.













postato da: AmoreAnArchiA alle ore 23:01 | link | commenti (6)
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mercoledì, 18 gennaio 2006

El sur tambien existe. (intanto domani sera a Torino...)

Riprendo da un commento di qualche giorno fa che diceva (e dice): "Ciao Alessio, davo un'occhiata ai tuoi concerti prossimi e non ho trovato il Sud tra le tue tappe. Tra le tante sfortune avremo la fortuna di poterti vedere? Ernesto"

Questa domanda apre una piaga considerevole per noi musicisti.
Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Toscana sono le regioni in cui si riesce a suonare: i locali ci sono, i centri sociali anche... Da Milano, in cui abitiamo io e Roccuzzo, e da Bologna, dove abitano Mimmo e il maestro Giusti, si riesce in generale ad andare e tornare in giornata, oppure anche, avendo fissato una data, poniamo, a Brescia, trovarne una vicina a Bergamo, fosse anche solo per un rimborsino... (ma insomma giacchè siamo in giro...) non è affatto difficile.
Già un po' più rognose sono il Piemonte (forte tradizione jazz, ma poco d'altro) e la Liguria (pensate che Genova città da cantautori non ha sontanzialmente locali in cui questi possano suonare).

Da Roma in giù: il diluvio!

A Roma ci si prova comunque ad andare a tutti i costi alla fine...se però non ci fossero le mitiche Cantine mediterraneo (lunga vita a Franco Bianchi!!!) di Frosinone, sempre aperte ai pellegrini cantanti che vanno e vengono da Roma, la città eterna sarebbe una tappa già tanto isolata.

Quando capita che qualche anima pia, dopo essersi fatta un mazzo così, ti chiama per un concerto tu per uno scatto di gratitudine e d'orgoglio dici - se appena è possibile - di si, ma lì comincia il casino: tre giorni fra andata e ritorno... se non sono attaccati a un finesettimana sono tre giorni secchi, centinaia e centinaia di Km di guida in furgone (lo dico per i miei disgraziati "accompagnatori", io non ho la patente!).
Per tutto questo è difficilissimo ammortizzare le spese e, paradossalmente tocca chiedere rimborsi più consistenti proprio a chi meno si può permettere!

E' una maledetta situazione, a cui ancora una volta si può far fronte solo con la passione e la militanza. Oppure, quando ne saremo capaci, con una rete che metta in campo la possibilità di autoprodursi degli spettacoli in un circuito davvero alternativo e capillare.

Infatti stasera cantiamo a Torino. Per Aldo.

Memorandum uscite (concerti e partecipazioni):

- 19 Gennaio Torino, Centro del Protagonismo Giovanile, Strada delle Cacce 36. Serata per Aldo. Moka
- 20 Gennaio Bergamo, caffè letterario. Moka
- 26 Gennaio Bologna Wolf pub. Moka
- 28 Gennaio Abetone. Moka
- 29 Gennaio Sesto Fiorentino per il De Martino.
-  9 Febbraio Carrara. Con Spiccio
- 24 e 25 Febbraio apertura concerto di Moustaki al Folk Club di Torino (da confermare). In solitario.
- il 10 marzo all'Auditorium comunale di Ponteranica, in Via Valbona, alle porte di Bergamo, io e Moka registriamo un disco live... compagni vicini e lontani siete caldamente invitati a venire!
- 18 marzo Casale Monferrato. Centro sociale. Con Spiccio e Isa
- 1 Aprile Grottammare (AP). Teatro Kursaal

postato da: AmoreAnArchiA alle ore 15:15 | link | commenti (6)
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lunedì, 16 gennaio 2006

un libro ad Asti

Ad Asti c'era Paolo che se n'è venuto sin dagli Abruzzi per il nostro concerto... credo sia la trasferta più lunga che qualcuno (Lamamma a parte) s'è fatto per un mio concerto!!! Grazie di cuore... un po' per questo, ma molto perchè è importante a parte questo, voglio segnalarvi la recentissima uscita del suo libro presso Bastogi: Paolo Talanca, "Immagini e poesia nei cantautori italiani".

Quest'è un paese dove la canzone d'autore conta pochissime analisi utili (o che a me paiano tali!)... in genere, pur nelle migliori intenzioni, le pubblicazioni (comunque sparute, se si eccettua il caso Faber) specialistiche sono analisi di gusto sociologico (perchè e percome le canzoni agiscono o sono agite dalla società in cui vengono scritte e cantate), e questo per tralasciare il genere agiografico, il più delle volte concepito come una didascalia di lussuose strenne fotografiche.

Questo secondo me nuoce e ha nuociuto moltissimo alla canzone italiana. Penso, al contrario di molti, che la critica sia l'altra gamba su cui corre l'arte, per lo meno negli ultimi due secoli.
La canzone come uno specolo piantato fra le gambe della realtà (ahem! Un po' brutale forse quest'immagine?) a dirci e farci dire cose che altrimenti non sapremmo.

Diane Arbus diceva a proposito delle sue fotografie che veramente lei pensava di vedere e mostrare cose che altrimenti sarebbero sfuggite a tutti.
Le mie canzoni, le canzoni che mi piacciono, le vedo come la mappa di questo paese scuro, immaginato ma per nulla immaginario. Il linguaggio unico che ci dice cose nuove o che ce le fa vedere. La poesia necessaria, la colonna sonora del cambiamento. La musica per le strade.

In questa ricerca a me la riflessione sul linguaggio è necessaria quanto e più dell'ispirazione, dell'illuminazione.
La lotta di classe è oggi in primo luogo lotta di linguaggi (ma ci tornemo, oh se ci torneremo, al linguaggio come alla lotta!)

Per questo mi piace dire le mia, interrogarmi sui mezzi che ho a disposizione, sulle mie possibilità. Per questo scrivo di canzoni oltre a scrivere canzoni. Un gesto militante anche questo!

Con la mia modestia naturale potrei dire che mi conforta l'esempio di T.S.Eliot, eccelso in tutt'e due i mestieri di poeta e critico.

Questo libro di Paolo è nella linea di questa sorta analisi, a me indispensabile, come lo erano il meraviglioso libro di Alessandro Carrera su Dylan, o in genere tutti i libri di Gianfranco Salvatore (uno su Zappa, un'altro - deo gratias - sulla canzone italiana). Perciò saluto questa pubblicazione come si saluta un nuovo bel disco. Con gioia e con gratitudine.

postato da: AmoreAnArchiA alle ore 11:36 | link | commenti (27)
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