Aggiornamento dell'ultim'ora!
Il Sommo il Sublime il Sensazionale Max Manfredi, mosso a pietà dalla nostra sprovvedutezza, ci fa l'onore di essere il primo ospite della rassegna Baci e Spari!
Con lui (e con noi) il maestro Marco Spiccio al pianoforte.
Che dire?... iniziamo bene!
Riprendo da un commento di qualche giorno fa che diceva (e dice): "Ciao Alessio, davo un'occhiata ai tuoi concerti prossimi e non ho trovato il Sud tra le tue tappe. Tra le tante sfortune avremo la fortuna di poterti vedere? Ernesto"
Questa domanda apre una piaga considerevole per noi musicisti.
Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Toscana sono le regioni in cui si riesce a suonare: i locali ci sono, i centri sociali anche... Da Milano, in cui abitiamo io e Roccuzzo, e da Bologna, dove abitano Mimmo e il maestro Giusti, si riesce in generale ad andare e tornare in giornata, oppure anche, avendo fissato una data, poniamo, a Brescia, trovarne una vicina a Bergamo, fosse anche solo per un rimborsino... (ma insomma giacchè siamo in giro...) non è affatto difficile.
Già un po' più rognose sono il Piemonte (forte tradizione jazz, ma poco d'altro) e la Liguria (pensate che Genova città da cantautori non ha sontanzialmente locali in cui questi possano suonare).
Da Roma in giù: il diluvio!
A Roma ci si prova comunque ad andare a tutti i costi alla fine...se però non ci fossero le mitiche Cantine mediterraneo (lunga vita a Franco Bianchi!!!) di Frosinone, sempre aperte ai pellegrini cantanti che vanno e vengono da Roma, la città eterna sarebbe una tappa già tanto isolata.
Quando capita che qualche anima pia, dopo essersi fatta un mazzo così, ti chiama per un concerto tu per uno scatto di gratitudine e d'orgoglio dici - se appena è possibile - di si, ma lì comincia il casino: tre giorni fra andata e ritorno... se non sono attaccati a un finesettimana sono tre giorni secchi, centinaia e centinaia di Km di guida in furgone (lo dico per i miei disgraziati "accompagnatori", io non ho la patente!).
Per tutto questo è difficilissimo ammortizzare le spese e, paradossalmente tocca chiedere rimborsi più consistenti proprio a chi meno si può permettere!
E' una maledetta situazione, a cui ancora una volta si può far fronte solo con la passione e la militanza. Oppure, quando ne saremo capaci, con una rete che metta in campo la possibilità di autoprodursi degli spettacoli in un circuito davvero alternativo e capillare.
Infatti stasera cantiamo a Torino. Per Aldo.
Memorandum uscite (concerti e partecipazioni):
- 19 Gennaio Torino, Centro del Protagonismo Giovanile, Strada delle Cacce 36. Serata per Aldo. Moka
- 20 Gennaio Bergamo, caffè letterario. Moka
- 26 Gennaio Bologna Wolf pub. Moka
- 28 Gennaio Abetone. Moka
- 29 Gennaio Sesto Fiorentino per il De Martino.
- 9 Febbraio Carrara. Con Spiccio
- 24 e 25 Febbraio apertura concerto di Moustaki al Folk Club di Torino (da confermare). In solitario.
- il 10 marzo all'Auditorium comunale di Ponteranica, in Via Valbona, alle porte di Bergamo, io e Moka registriamo un disco live... compagni vicini e lontani siete caldamente invitati a venire!
- 18 marzo Casale Monferrato. Centro sociale. Con Spiccio e Isa
- 1 Aprile Grottammare (AP). Teatro Kursaal
Ad Asti c'era Paolo che se n'è venuto sin dagli Abruzzi per il nostro concerto... credo sia la trasferta più lunga che qualcuno (Lamamma a parte) s'è fatto per un mio concerto!!! Grazie di cuore... un po' per questo, ma molto perchè è importante a parte questo, voglio segnalarvi la recentissima uscita del suo libro presso Bastogi: Paolo Talanca, "Immagini e poesia nei cantautori italiani".
Quest'è un paese dove la canzone d'autore conta pochissime analisi utili (o che a me paiano tali!)... in genere, pur nelle migliori intenzioni, le pubblicazioni (comunque sparute, se si eccettua il caso Faber) specialistiche sono analisi di gusto sociologico (perchè e percome le canzoni agiscono o sono agite dalla società in cui vengono scritte e cantate), e questo per tralasciare il genere agiografico, il più delle volte concepito come una didascalia di lussuose strenne fotografiche.
Questo secondo me nuoce e ha nuociuto moltissimo alla canzone italiana. Penso, al contrario di molti, che la critica sia l'altra gamba su cui corre l'arte, per lo meno negli ultimi due secoli.
La canzone come uno specolo piantato fra le gambe della realtà (ahem! Un po' brutale forse quest'immagine?) a dirci e farci dire cose che altrimenti non sapremmo.
Diane Arbus diceva a proposito delle sue fotografie che veramente lei pensava di vedere e mostrare cose che altrimenti sarebbero sfuggite a tutti.
Le mie canzoni, le canzoni che mi piacciono, le vedo come la mappa di questo paese scuro, immaginato ma per nulla immaginario. Il linguaggio unico che ci dice cose nuove o che ce le fa vedere. La poesia necessaria, la colonna sonora del cambiamento. La musica per le strade.
In questa ricerca a me la riflessione sul linguaggio è necessaria quanto e più dell'ispirazione, dell'illuminazione.
La lotta di classe è oggi in primo luogo lotta di linguaggi (ma ci tornemo, oh se ci torneremo, al linguaggio come alla lotta!)
Per questo mi piace dire le mia, interrogarmi sui mezzi che ho a disposizione, sulle mie possibilità. Per questo scrivo di canzoni oltre a scrivere canzoni. Un gesto militante anche questo!
Con la mia modestia naturale potrei dire che mi conforta l'esempio di T.S.Eliot, eccelso in tutt'e due i mestieri di poeta e critico.
Questo libro di Paolo è nella linea di questa sorta analisi, a me indispensabile, come lo erano il meraviglioso libro di Alessandro Carrera su Dylan, o in genere tutti i libri di Gianfranco Salvatore (uno su Zappa, un'altro - deo gratias - sulla canzone italiana). Perciò saluto questa pubblicazione come si saluta un nuovo bel disco. Con gioia e con gratitudine.