mercoledì, 28 febbraio 2007

la poesia è un arma carica di futuro

Come richiesto.
Da Gabriel Celaya e in una versione mooolto libera del sottoscritto:

POESIA NECESSARIA
 
Quando più niente ti sembra personalmente esaltante
Ma si continua a sperare più in là della coscienza
Fieramente esistendo, ciecamente affermando
Come un pugno sul noto
Come un calcio nel vuoto
 
Quando si guardano fissi i vertiginosi occhi chiari della morte
Si dicono le frasi crudeli e reali
Crudeli e amorose
Amorose e letali
 
Poesia per chi soffre
Poesia necessaria come pane quotidiano
Come l’aria cercata dieci volte al minuto
Come l’aria dovuta
Come il soffio aggrappato
...
Poichè la vita è un singhiozzo
Una sfida lanciata al silenzio del mondo
Il mio canto sarà come l’urlo di un pazzo
Noi stiamo raschiando il fondo
Stiamo raschiando il fondo
 
Non dico la poesia concepita come il lusso culturale dei neutrali
Che lavandosi le mani si distraggono e stanno
Non dico la poesia di chi non prende partito
Partito fino in fondo
...
Io mi assumo ogni torto
Faccio mio ogni errore se canto respirando
Canto e canto e cantando
Al di là delle pene
Delle mie personali
Mi slancio, mi slancio
 
Voglio spingere a un’atto
Dare forza di vita
Ed adotto per questo le mie dita ed il canto
Mi sento un ingegnere del verso, un muratore
Che si applica a un mondo
Futuro e migliore
 
Non è una poesia goccia a goccia pensata
E non è un bel prodotto, non è un frutto perfetto
E' ciò che è necessario
Ciò che non ha cognome
E' un urlo nel cielo
E' un passo per terra
 
Poichè la vita è un singhiozzo
Una sfida lanciata al silenzio del mondo
Il mio canto sarà come l’urlo di un pazzo
Stiamo raschiando il fondo
Stiamo raschiando il fondo
postato da: AmoreAnArchiA alle ore 11:28 | link | commenti (1)
categorie: lettera dura
venerdì, 23 febbraio 2007

essere utili a qualcosa

Un altro Ale che non sono io commenta il post filosofo della mamma, sollevando il problema dell'utilità dell'arte. A me da una parte vien da parafrasare quello che diceva Robert Desnos "non è la poesia a dover essere libera, è il poeta", dicendo a mia volta che forse non dev'essere necessariamente l'arte ad essere utile a qualcosa, semmai è l'artista che non dovrebbe sprecare la sua vita.

In più m'è tornata in mente una poesia sublime di Luis Aragon, molto ben cantata anche da Jean Ferrat, che mi provo a tradurvi su due piedi.

Ne ho visti tanti andare via
E non chiedere ché un po’ di fuoco
Si contentavano di così poco
E con così poca rabbia
 
Sento i loro passi, le voci
Che dicono cose banali
Cose lette sui giornali
Cose dette la sera a casa
 
Che sarà di voi uomini e donne?
O pietre tenere presto consumate
E le vostre apparenze straziate
A vederle mi si spezza il cuore.
 
Le cose vanno come vanno
Ogni tanto la terra trema
Il dolore al dolore è uguale
Ed è profondo profondo profondo.
 
Vorreste credere al cielo blu
Io lo so questo sentimento
Ci credo anch’io a volte
Come il passerotto allo specchio
 
Ci credo a volte, vi confesso
Da non credere alle mie stesse orecchie
Ah vi sono così uguale
Ah sono così uguale a voi.
 
A voi come due grani di sabbia
Come il sangue sempre versato
Come le dita sempre ferite
Ah come vi sono simile
 
Avrei voluto esservi d’aiuto
A voi che sembrate altri me stesso
Ma le parole che semino al vento nero
Chissà se le sentirete mai...
 
Tutto si perde niente vi arriva
Né le mie parole né le mie mani
E voi andate per la vostra strada
Senza sapere che dice la mia bocca
 
Ma il vostro inferno è anche il mio
Noi viviamo nello stesso reame
E se sanguinate io stesso sanguino
E muoio nelle vostre stesse catene
 
Che ora è? Che tempo fa?
Avrei voluto in ogni caso
Vincere per voi perdendomi
Ed essere stato utile a qualcosa
 
È un sogno modesto e folle
Sarebbe stato meglio tacerlo
Lo seppellirete assieme a me
Come una stella in fondo a un pozzo.

 

Prossimi appuntamenti
- il 24 febbraio a Pisa all'Agorà via Bovio, 48/50 "Nessuno è sparito" (gli amici cantano per Mario Mantovani).
- il 25 febbraio all'osteria di Cogruzzo comune di Castelnuovo sotto, Reggio emilia, in duo con Simeone; è un posto delizioso in cui torno per la terza volta.
- il primo marzo a Crema fra le voci degli amici per Mario Mantovani, canterò qualche canzone di Mario accompagnato da Simeone Pozzini.
- il 2 marzo all'ARCI blob di Arcore in duo con Simeone.
- il 3 marzo al CPA di Firenze. "Sotto il pavé" live.
- 4 marzo Pisa - Centro Sociale Rebeldia, via Battisti 51 OKKIO h 17 (!)- "Sotto il pavé" live in duo con Simeone Pozzini (sottotitolo "Ezio ti amiamo").
- 14 marzo a Bologna, alle Scuderie (locale centralissimo, mi dicono!), grande e fica presentazione di Sotto il pavé coi Moka al completo.
- 17 marzo a Genova si presenta il CD che pochi hanno potuto sentire ma molto bello curato da Isa su Genova stessa.
- 19 marzo (ma è tutta ancora cosa da confermare!) Andrea Satta dei Tetes de Bois ha organizzato una bella cerimonia per dare (dopo una centoventina d'anni) degna sepoltura far balli e canti al compagno Passanante. Io ci sarò.
- 23 marzo a Torino MIrafiori Sud (Centro del Protagonismo Giovanile, Strada delle Cacce 36) concerto coi Moka.
- il 24 marzo i giovani di rifondazione di Siena ci hanno invitato a fare un concerto.
- il 29 marzo a Milano in via Torino ci sarà il nostro show case in FNAC alle ore 18.
- l'11 aprile a Massa ci sarà uno spettacolo resistente con me e il carissimo Della Mea, probabilmente al teatro comunale.
- il 14 aprile sono ospite specialissimo del cantautore più specialissimo che conosco: Max Manfredi a Milano.

postato da: AmoreAnArchiA alle ore 16:23 | link | commenti (7)
categorie: lettera dura
giovedì, 22 febbraio 2007

IL PANNOLONE DELL'ASTRONAUTA

ovvero, cronache demenziali obsolete.
Non so se a voi capita, mentre state usando un vecchio quotidiano per incartare la spazzatura umida, lucidare i vetri,  pulire la scarpa su cui è piombato il pomodoro della pizza, oppure - se avete come me un vecchio cane arteriosclerotico e pigro – per asciugare la pipì sparsa sul pavimento, che l’occhio cada su un titolo che vi intrippa.
Per quanto mi riguarda è un classico (tra l’altro detesto la dittatura del “quotidiano” e mi piace leggere i giornali obsoleti): un attimo e mi scordo dell’operazione in corso, immergendomi nell’articolo galeotto.
Oggi, tornando dall’ufficio con una fame da lupi, le tre del pomeriggio erano, ho trovato per l’appunto in veranda il regalino quotidiano di Groucho (così si chiama il mio cane, perché somiglia come una goccia d’acqua al più famoso fratello Marx). Ero lì dunque che spargevo per terra pezzi di Repubblica - ancora non sapevo di essere in linea con la crisi parlamentare appena esplosa, eh! eh! - e bestemmiavo in turco all’indirizzo della bestiaccia beatamente sdraiata sullo zerbino, quando il mio sguardo incrocia uno strano titolo sotto l'immagine di uno shuttle in decollo:
“Triangolo d’amore spaziale
In carcere la donna astronauta”
Sono appassionata di fantascienza, i triangoli spaziali hanno il loro fascino, mi fiondo sull’articolo. Un film con Leslie Nielsen impallidirebbe al confronto della demenziale cronaca!
Allora, i protagonisti sono due astronaute (femmine), un astronauta (maschio), un’astronave (neutra). Tutti americani.
La prima, tal Lisa Marie Nowak, notissima laggiù per essere stata lo scorso anno 12 giorni a bordo del Discovery, è ciucca del pilota dello shuttle e, carburata da folle gelosia, si è lanciata nella corsa più pazza del mondo per spaventare, dice lei (fare fuori, dicono i poliziotti), la seconda, Colleen Shipman, che era sì, amica sua, ma, ahiloro!, pur essa cotta marcia del tizio. La nostra Lisa Marie ha sgamato la rivale che ha osato venir a trovare lo spaceman ad Houston, ove dimorano lei e la terza punta del triangolo (peraltro sposato di suo, e con due figli), e che ora sta per tornarsene in aereo al paesello natìo, Orlando, distante appena appena 1.600 km.
 Detto fatto, prende la macchina, in 14 ore di ininterrotta guida divora la higway, giunge all’areoporto di  Orlando, si traveste e si apposta.
È senza alcun dubbio una notte buia e tempestosa.
Colleen scende dall’aereo, s’incammina verso il parcheggio, scorge la losca figura, bardata di parrucca e impermeabile nero (stile “Vestito per uccidere”), che la segue di soppiatto, si prende paura e corre a chiudersi in macchina.
Ma l’altra non demorde, le si butta davanti, urla che ha bisogno assoluto di un passaggio, implora, piange, sbatte i pugni sulla carrozzeria. Intenerita, la vittima designata abbassa di due centimetri il finestrino, quanto basta perché le arrivi negli occhi un getto accecante di spray antirapina.
Riesce comunque a scappare e avverte la polizia. Lisa-Otella viene arrestata poco dopo, mentre sta scaricando nella spazzatura l’armamentario, completo di pistola, coltello e batticarne di ferro.
Che storia! Però scusate, ma tra mamme in erba che affettano a julienne la carotide dei figli e coniugate di Erba, che, in mancanza di figli, scannano i vicini rumorosi, io tifo per l’astronauta fuori di zucca!
E poi sapete qual è il particolare più demenziale di tutti, quello che mi ha fatto venir voglia di raccontare? L’astronauta di formula 1, siccome durante le 14 ore a tavoletta non voleva fermarsi neanche per una pipì, si era messo un “pannolone di quelli usati nei voli spaziali”!!!
Il pannolone spaziale è davvero fantastico, giuro, mai mi fu dato di reperirlo tra le tonnellate di SF che divorai in anni di dedizione fedele ed esclusiva.
Pensate che dovremmo regalarne uno a Prodi per non fargli perdere manco un minuto mentre si arrovella per il nuovo (vecchio) governo?
E, a proposito, che ne dite del PRC Turigliato? Tutti (meno la destra, naturalmente) ce l’hanno con lui perché “ha fatto cadere il governo”, ma io quel che ha detto lo trovo giusto.  Come dice il poeta?
 
"Ci dicono sempre, questa è l'ultima battaglia/ ma non muovi foglia che guerra non voglia…"
 
Perdindirindina, Vicenza dice no duecentomila volte e D’Alema se ne viene due giorni dopo, tomo tomo e cacchio cacchio, a chiedere il sì? Presto, un astro-pannolone anche per lui!
 
Ciao. mariateresa
postato da: cenerinocodarossa alle ore 02:21 | link | commenti (1)
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sabato, 17 febbraio 2007

E' questo il violento corteo?

"Ma è questa la terribile manifestazione?", oppure, "è questo il violento corteo?", si sente ripetere continuamente. Insomma, "sembra più una festa che l'attesa di un corteo blindato".

Sono le frasi che più si son sentite ripetere stamattina tra i manifestanti che arrivavano a Vicenza.

Alle 15:45 la testa del corteo, da 100 a 200.000 persone - i soliti noti sminuiscono a 40.000 - con alla guida un bimbo di tre anni e mezzo sulla sua biciclettina, è entrata in piazza Campo Marzo mentre la coda si stava appena muovendo dalla stazione. Io non so quanto distino la partenza e l'arrivo, ma la cosa mi pare notevole assai!

Ci sono rappresentanze di ogni tipo - è arrivata persino una delegazione di leghisti, mentre Galan faceva una seduta spiritica per confidare al "condottiero Pigafetta" che nella manifestazione nessuno parla il dialetto veneto (sic!) - e ci sono anche alti papaveri, ops, parlamentari, come Giordano, Diliberto, Salvi, Russo Spena, eccetera.

Ci sono "Gli americani contro la guerra", per contestare che "esista solo l'America della guerra", e da San Francisco è giunta anche una delegazione dell'associazione "Women for peace": applauditissimi.


Don Andrea Gallo sta sfilando nello spezzone del corteo dove si trovano i centri sociali, a pochi passi da Casarini. "Sono qui per la pace - dice con la sciarpa arcobaleno al collo - per la giustizia, per la solidarietà e soprattutto per l'amore per i giovani. E' compito di un prete stare accanto a chi è senza voce, senza lavoro, senza diritti e ha l'acqua inquinata e l'aria irrespirabile. Cosa può portare questa guerra? Purtroppo non inizia mai un vero piano di pace. Per questo siamo qui oggi".

Ci sono Dario Fo e Franca Rame, pimpanti più che mai, e la Franca ha detto:  "Che vuol dire mantenere un accordo? E se Berlusconi avesse messo la pena di morte Prodi arrivava e diceva sì? Oltretutto con Bush, che nemmeno vuole ricevere Prodi".

Insomma una manifestazione con i fiocchi (migliaia di bandiere della pace), alla faccia del "massimo allerta" di Amato, che 'sto nome proprio non se lo merita.

Ma sentite il Berlusca in collegamento telefonico con i suoi "gggiovani" riuniti a convegno: "Sono molto triste perché mentre voi giovani siete lì a Napoli a discutere dei temi della libertà, migliaia di manifestanti stanno sfilando a Vicenza contro gli Stati Uniti".  Ma perché non emigra a quattro zampe nel prato del suo padroncino Bush?

Ero fuori casa e appena tornata, ho acceso la tivvi per vedere come andava a Vicenza: 10 canali ho girato e non ce n'era UNO che parlasse della manifestazione...in compenso, "l'Italia sul due" affrontava il gravissimo problema della "verginità prima del matrimonio": ohu, c'hanno proprio la faccia come il culo!

Ma internet gliela impana, perché tutte queste belle notiziole le ho prese da laRepubblica.it.

Tiè, guerristi, militaristi, prodisti, verginelli e polizia!

ciao. mariateresa

postato da: cenerinocodarossa alle ore 17:01 | link | commenti (4)
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venerdì, 16 febbraio 2007

Il genetliaco di cenerino

Oggi (ieri, ché è l'una e venti) è il mio compleanno. Auguri Auguri!

Per me il compleanno è importante, bisogna marcarlo, scattare qualche foto, brindare con qualche amico. Però avevo un sacco di cose da fare (per amore e per passione), ed in più era giornata lavorativa. Dunque, avevo rinunciato a festeggiarlo tempestivamente, rimandando a un qualche poi.

E poi invece è successo che, fin dalle sette di mattina, mi siano arrivati messaggi d'auguri, e che anche in ufficio gli amici se ne siano ricordati. Così mi sono commossa ("qualcuno mi vuole bene", sigh!) e, detto fatto, ho improvvisato una "serata paizza" - come dice il mio amico cyborg Albertino, significando "pizza" - arricchita vieppiù di pezzetti (carne di cavallo al sugo piccante), cecorie reste (erbe selvatiche stufate con cipolla e pomodoro) e mozzarella di bufala. Oltre alla torta chantilly che mi hanno portata le amiche. 

Tra la frutta e il dolce ho afflitto le pazienti orecchie dei miei sodali declamando versi di mia composizione.

"...Con Luciano non va bene
Non capisco che succede
Senti, tu mi puoi aiutare?
Mi fa male il cuore e un piede
Senti, ho scritto una poesia
Vorrei essere un artista…"
Un bel circo avremmo fatto
Io da clown, tu trapezista....

Albertino, che non può restare per più di due nanosecondi senza toccare il computer, fino a due minuti fa era qui a scaricarmi skype - l'avete visto Grillo che sbraitava ieri sera a TG3 Primo Piano contro i truzzi caporioni ministeriali che non sanno nemmeno cosa sia? -  e così ora sul mio ingombratissimo tavolo di cucina, accanto al pc, si sporge gentilmente verso me, come un girasole, un invitante microfonino.

Ehi, con chi parlo? 

Ah, ma stamattina mi è capitata anche una cosa strana. Ero lì che illustravo ad un giovanissimo e simpatico assessore  alle politiche giovanili (di rifondazione) - ebbene sì, esiste qualche assessore simpatico disposto ad ascoltare un comune cittadino - un progetto cui tengo molto, esibendo tutto l'entusiasmo che mi pervadeva, e quello, dopo avermi fissata a lungo sorridendo, all'improvviso mi fa: "saresti disposta a candidarti alle prossime comunali?". Son rimasta basita per un pò. Una volta, alle comunali del '90, lo feci e fu abbastanza divertente (anche perché non mi fregava di essere eletta e lavoravo per la lista, non per me), così non ha detto di no (ma nemmeno di sì). Ci sto pensando.

Ehi, mi candido? Sarò candida e candidata?

Ciao. mariateresa

     

postato da: cenerinocodarossa alle ore 02:10 | link | commenti (3)
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