nel luglio del 1857 un articolo del Figaro recitava più o meno così:
Ci sono momenti in cui si dubita dello stato mentale di Monsieur Baudelaire, ce ne sono altri in cui non se ne dubita più; si tratta, per la maggior parte del tempo, di ripetizioni monotone e premeditate delle medesime cose. L'odioso s'aggancia all'ignobile, il repellente si allea all'infetto.
Al Dante della nostra epoca decaduta, dedico - per il nulla che vale - questa pagina con una poesia - fra le meno riprodotte, appositamente tradotta per l'occasione.
Non son tanto le diatribe sul cosa far di se stessi quando le età pesano più dei sassi nella pancia del lupo, quando non si disponga di figlioli accomodanti e/o di nipoti accomodatori (sempre che i sassi non te li tirino addosso loro), quando innamorarsi come adolescenti sia senz'altro indecoroso o, peggio, incomprensibile (non son io, al momento, l'innamorata di che trattasi, eh!, ma difendo a spada tratta le innamorate d'ogni tempo, paese ed età).
Non è tanto l'ineluttabilità dello star qui e di starci come si è, con quel che si è diventati, nè il disappunto di sentirsi fuori luogo, ignoranti e distanti dal qui come da qualunque altrove.
Non è tanto che l'allegria trasmuta in malinconia al soffio d'ogni brezza.
Non è tanto ispirarsi a Nietzsche e diventare super-uomo, o ai padri comboniani e farsi missionario, o, perché no, alle coetanee di pia volontà e fingersi brava massaia...
No, no e poi no! Il vero problema è discutere di tutto ciò con un cazzo d'intellettuale spocchioso, alle tre di un pomeriggio a 40 gradi, mentre si tenta infine di mandar giù un boccone: in una mano il cellulare incollato all'orecchio - il sudore che corre a fiumi fra le parole e la tromba stonata di Eustachio - nell'altra la forchetta, arma impropria che proditoria ti prende la mano.
E' così che s'ingurgita una montagna di fetide polpette fritte, senza sentirne il sapore e senza masticarle. E' così che alla fine, sospesa la trita diatriba filosofico-esistenziale e stipata la panza di carne tritata, si maledice se stessi, gli intellettuali, Nietzsche, la dialettica, il cellulare e le POLPETTE FRITTE!!!
ciao. mariateresa
Il ciclista coi buchi
Povero, povero anarcociclista pugnalato nella sua più cara quotidianità, povero Alessiuccio im-patentato d'auto inquinanti e assassine, povero Diavolo Rosso degli impiegatini kafkiani, e povera anche la bici, bella addormentata sotto le stelle mentre un sadico ignoto le buca la pelle.
Mi dichiaro commossa, solidale e preoccupata, ma...che cristo è la "TRIFOLA"? Misteri lombardi.
Stamane ero quasi felice perchè m'era arrivato il cofanetto coi due volumi delle opere poetiche complete di Aragon (alla modica cifra di centoventieuri... 'sti cazzi di Pleiade sono bellissimi, ma cari come la trifola!!!).
Me li son caricati nello zaino, sul portapacchi della bici, e son partito e dopo un po'...
Cazzarola... senza nessun minaccioso preavviso, senza nessuna ragione apparente, nottetempo o di primissima mattina (fra il mio ritorno dal lavoro - verso le 18 e 30 - e prima che uscissi - cioè verso le 7 e mezza - ) mi son ritrovato con entrambe le gomme della bicicletta tagliate...
Taglio netto e chiaro, m'ha detto con aria consapevole il biciclettaro del naviglio pavese porgendomi lo scatolotto per digitare il pin del bancomat, laterale...
(Ora che ci penso, protendo per l'ipotesi della prima mattina, perchè son riuscito a fare qualche chilometro prima che fossero a terra).
Che fare?
Mi vedo molto male ad appostarmi per sorprendere lo sgozzatore di pneumatici!
Non ringhierò dalla ringhiera!
Eppoi... qualche anno fa avevo... diciamo... dei vivaci scambi d'opinione coi vicini in merito ai miei gatti e alle chitarre... ma oramai, sono un inquilino (quasi)modello! Niente più gatti e le chitarre le uso molto più fuori casa che dentro.
Nemmeno un ritorno di fiamma (ossidrica: egli era un ex-topo d'appartamento) del mio storico peggior vicino - quello di sotto - si giustifica: proprio in 'sti giorni giace in un letto d'ospedale.
Perchè? ...ché segnale può essere? ...non l'ho mica capito.
E se fosse solo un intemperanza degli infanti che sciamano nel cortile della mia ca' di ringhiera: qualche tempo fa nessuna bici s'è salvata dalla privazione della parte superiore svitabile dei campanelli...
dopo il secondo campanello decapitato ho ovviato comprando un campanello tutto-d'un-pezzo... come si conviene!
Ma questo sarebbe un salto di qualità... un "mirare al cuore della coscienza ecologica" che non voglio figurarmi!
Ufff... dopo la costosa sostituzione, ora m'angustio sulla via del ritorno!
Si accettano consigli...