Sarò a dare una mano a Dino per presentare un libro (che non ho letto), ma, da quel che m'è stato detto, dovrebbe trattarsi di qualcosa di relativo alla Spagna del '36.
Beh... io devo fare la colonna sonora e mi è stata commissionata una suite di quattro pezzi sulla rivoluzione spagnola. Nemmeno però volevo fare la pura e semplice riesecuzione del best of del canzoniere rivoluzionario, che non ne ho manco la competenza, mica sono Ernst Busch! (nel bene e nel male).
Eseguirò dunque il classicissimo A las barricadas, la mia traduzione del pezzo di Utge-Royo Luglio del '36 (Pardon si vous avez mal a l'Espagne), A galopar, capolavoro di Paco Ibanez da un testo di Rafael Alberti e un misciotto fra la canzone Los quatros generales e la poesia di W.H. Auden Spain 1937, della cui riuscita sono molto fiero e di cui vi riproduco il testo.
Chi viene è benvenuto.
LOS QUATRO GENERALES/SPAGNA 1937
Los quatro generales
los quatro generales,
mamita mía
que se han alzado
Para la Nochebuena
para la Nochebuena,
mamita mía
serán ahorcados
(…) Ieri la polizza assicurativa calcolata punto per punto,
i vaticini dell’acqua. Ieri l’invenzione
della ruota e dell’orologio, l’addomesticamento
dei cavalli; ieri il frenetico mondo dei navigatori.
Ieri l’abolizione delle fate e dei giganti;
la fortezza come un’aquila immota che fissa la valle,
la cappella eretta nel bosco;
ieri l’intaglio d’angeli e d’orrendi demoni alati.
Il processo agli eretici tra le colonne di pietra;
ieri le faide teologiche nelle taverne
e la guarigione alla fonte miracolosa;
ieri il sabba delle streghe. Ma oggi la lotta.
Ieri l’installazione di dinamo e turbine;
la costruzione di ferrovie nel deserto coloniale;
ieri la classica lezione
sull’origine dell’umanità. Ma oggi la lotta.
Ieri la fede nell’assoluto valore dei greci;
il calare del sipario sulla morte di un eroe;
ieri la preghiera al tramonto,
e il culto dei pazzi. Ma oggi la lotta. (…)
Madrid, que bién resistes
Madrid, que bien resistes
mamita mía
los bombardeos
De las bombas se rién
De las bombas se rién,
mamita mía
los madrileños
(…) Domani, forse, il futuro: le ricerche sulla fatica
E sui movimenti degli imballatori; l’esame graduale di tutte
Le ottave della radiazione;
domani la dieta e il respiro per allargare la coscienza.
Domani la riscoperta dell’amore romantico;
le fotografie dei corvi; tutto il divertimento
all’ombra dominante della libertà;
domani l’ora del regista teatrale e del musicista.
Domani per i giovani i poeti che esplodono come bombe,
le passeggiate sul lago, l’inverno della comunione perfetta;
domani le corse in bicicletta
fuori porta le sere d’estate: ma oggi la lotta.
Oggi l’inevitabile aumento dei rischi di morte;
la conscia accettazione della colpa nei casi di omicidio;
oggi l’impiego delle forze
per lo squallido opuscolo effimero e per la riunione noiosa.
Oggi le consolazioni di ripiego; la sigaretta fumata in due;
le carte nel capanno a lume di candela, il concerto stonato,
le barzellette sporche; oggi
l’abbraccio maldestro e insoddisfacente prima di ferire.
Le stelle sono morte; gli animali non guarderanno:
rimaniamo soli col nostro giorno, e il tempo è breve e
la storia (la storia) agli sconfitti
può dire “ahimé” ma non darà aiuto né perdono.