La piccola kurda
(La petite kurde di Pierre Perret)
N.B. cliccando sul titolo potete scaricare il brano in mp3
Bambina kurda ascoltami se puoi
devi partire e correre da noi
ho visto quanta morte
circonda la tua sorte
contro i soldati non si vince mai...
"Erano cento intorno al mio giardino
al muro l'aglio ed il peperoncino
il vento dolcemente scorreva sul mio viso
papà cadde per un tuono improvviso.
L'estate ci scaldava in lontananza
portarono la mamma nella stanza
il nonno accovacciato
piangeva disperato
la mamma urlava, urlava a perdifiato.
La nonna non uscì dalla cucina
col naso sprofondò nella farina
sul cuore esplose un fiore
rosso di zafferano
l'ultimo omaggio fattole da un uomo.
Il nonno preso a calci per la noia
che implorava la pietà del boia.
Uscirono i soldati dalla stanza di mamma
nessuno urlava più, che strana calma.
Poi anche il sole sprofondò d'orrore
e corse ad annegarsi in mezzo al mare
la morte restò sola ed unica padrona
a banchettare nella nostra zona.
Il cielo fuse insieme l'orizzonte
al remo della barca di Caronte
finiti tutti i giochi, finito il nascondino
io seppellii il mio cuore nel giardino."
La rabbia è la vendetta dei più vili
la libertà non nasce dai fucili
chi lo credeva è morto coi suoi sogni ribelli
mentre i mercanti d'armi han figli belli.
È dalla notte dei tempi più bui
che mandano a morire sempre noi
ci dicono: la patria, la religione, il male...
Quante bugie ci stanno in un barile!
Bambina kurda fuggi dall'orrore
la morte non dà mai nessun potere
vedrai il mio belpaese, dove il silenzio è d'oro
e uccidono soltanto col lavoro.
P.S.
oggi va un po' meglio... a maggior ragione vi apetto il 28 a Pisa, come da post precedente
Per coerenza col mio stato d'animo oggi sarebbe assai meglio esser morto.
Siccome ormai mi sono abituato a questa condizione di permanenza in vita vi avviso, come consuetudine, di un paio di iniziative:
- Venerdì prossimo sarò a Pisa al Teatro Sant’Andrea, Via Palestro ore 21,15
- Sabato al MEI di Faenza presenterò il mio "E ti chiamaron matta" e poi, verso le 15, ritiro un premio alla coerenza (coerenza tutta musicale, s'intende: che se fossi coerente col mio stato d'animo...)
Ridi
(Rire di Henry Tachan)
N.B. cliccando sul titolo potete scaricare il brano in mp3
Ridi al tempo che s'affretta
alla vita troppo stretta
ridi al suono più volgare
ridi... prima di sparare.
Ridi alle vecchie illusioni
da pisciarsi nei calzoni
ridi, soffoca e poi muori
nella merda o sugli allori.
Ma ridi, ridi...
Ridi dal mondo del sogno
all'insonnia ridi in bagno
nel salotto e nel cortile
della demenza senile
ridi in faccia ai militari
ai massacri palnetari
ai fascisti ed ai mandriani
ai pastori vaticani.
Ma ridi, ridi...
Io vi predico un vangelo
di risate fino al cielo
che nel delirante fosso
ci si rida un poco addosso
coi terzini e coi Terzani
dico "miei cari cugini
prima di prendere il volo
chi non ride ce l'ha in culo!"
Ma ridi, ridi...
Che Moliere mi faccia luce
che Tati mi dia la voce
che Jannacci mi stia accanto
Charlie Brown subito santo!
Ridi ai classici viventi,
ai Guareschi ed ai Guzzanti
al Ruzzante cupo inferno
di questo tempo moderno.
Ma ridi, ridi...
Poi moriamo di risate
di risate disperate
e nel rider delle bare
sia pur dolce il naufragare!
Oggi è apparsa - sul sito dell'Isola che non c 'era - una bella recensione di Canta che non ti passa a firma Alberto Bazzurro (peraltro qualche tempo fa lo stesso sito aveva ospitato anche le buone parole scritte da Rosario Pantaleo per E ti chiamaron matta).
Ricordo a tutti che domani possono trovarmi in un doppio appuntamento a Genova:
-prima una presentazione del libro + cd "canta che non ti passa" alle 18.30 alla libreria Books in the Casba, via Pre' 137 r
- poi il concerto alle 20,30 al Punto G in Vico Calvi 4/6.