martedì, 30 giugno 2009

Teatro No! (letteratura, ancor meno)

sempre che mi conosco
ho visto il cielo scuro
ho dato pugni al muro
se muoio mi capisco

se voglio riconosco
nell'ombra di una mosca
se posso prendo ed esco
se t'amo io rinasco

da quando mi sei stata
non ho più scorto niente
la vita è l'accidente
è un'ombra illuminata

da quando sei arrivata
vicina ed anche insieme
hai sciolto le catene
la vista rischiarata

che tu di tanta luce
m'illumini anche il male
che illuminato assale
che ride se infelice

che piange s'è felice
che urla ciò che tace
che non può darsi pace
che brucia alla tua voce

se la tua voce sente
di più quando sei assente
perché fra cuore e mente
non m'hanno posto niente

niente che possa fare
da schermo a tanto amare
niente che sia dolore
tutto che duole amore

tutto che vuole amore
postato da: AmoreAnArchiA alle ore 11:46 | link | commenti (1)
categorie: diario in versi
giovedì, 18 giugno 2009

mea

...sbam!
In piena faccia.
Morto Ivan della Mea.
Mi è arrivata la notizia domenica all'alba da Ezio Cuppone, che mi aveva portato a condividere il primo palco con Ivan, un sacco di anni prima. Poi c'eravamo visti, rivisti, ricantati ancora assieme, sopratutto all'Istituto. Sopratutto, ma non solo.

L'estate scorsa, dopo la festa estiva di Merizzo della quale qui trovate una traccia video (e che bello che esista!) eravamo tornati assieme fino a Milano in Treno.
Mi aveva raccontato di tutto, sopratutto del tempo in cui viveva per strada. Mi aveva portato per mano, per voce, per memoria a Milano.
E io giù a provare il più straziante dei sentimenti: la nostalgia del non vissuto.
Lui se n'era poi sceso alla stazione Lambrate, io - arrivato in Centrale - avevo deciso di non prendere quella volta il metrò, ma di prendere un lentissimo tram per guardarmela tutta questa Milano del Mea.

adess Guan l'è mort
e nu sem semper chi
e quell che lu scriveva
e quell che lu diseva
l'è minga mort, l'è viv

Il Mea era così, le cose che ti diceva erano così vere che tu poi avevi voglia di andartele a guardare, di capirle, dopo che te le aveva raccontate lui.
"L'idea più è bella più è vera".

Caro Mea, io sono su quel vecchio tram. 'Dess mi tocca quanto meno vedere tutto quello che mi hai raccontato e provare a mia volta a raccontarlo a qualcun altro.
Poi chissà, a qualche fermata magari, ci si rivedrà.
postato da: AmoreAnArchiA alle ore 00:02 | link | commenti (2)
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giovedì, 04 giugno 2009

J.P.

IL TEMPO PERSO

Sulla porta dell'officina d'improvviso si ferma l'operaio
la bella giornata l'ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo per osservare il sole tutto rosso
tutto tondo sorridente nel suo cielo di piombo
fa l'occhiolino familiarmente

Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra che sia un po' da coglione
regalare una giornata come questa ad un padrone?

Jacques Prevert

"I poeti son brutte creature, ogni volta che parlano è una truffa"
Quissù non c'è scritto niente di vero!
postato da: AmoreAnArchiA alle ore 02:02 | link | commenti
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