...e si ha un bel mettersi a cantare
tanto il dolore - è notorio - è sordo
e tutto ciò che è felice puzza di ricordo
mentre il dolore, invece, pare
- anche quello vecchio di trent'anni -
sia presente, davanti, stabile... e non inganni
è garantito, è certificato
il dolore è fermo con la sua morsa
non subisce corsi, ricorsi, crolli di borsa
nella cantina del costato
come una vecchia bottiglia di vino
messa da parte per festeggiare ogni nuovo mattino.
...e si ha un bel mettersi a fare i versi
come un cane, come un poeta
come una certa corsa affannata senza più meta
come la corsa dei cani persi
che più che corsa può dirsi "fuga"
(ma, di preciso, qui da fuggire non c'è una sega!)
fuga di Bach, fuga di baci
in quest'amore torrentizio
che vuol celare il vecchio dolore nel nuovo vizio
dal corpo morto sulle braci
al corpo vivo al cui porto arrivo
sveglio e pentito ogni giorno di essere ancora vivo.